Interviste 08-09
28.09 Sandro Engel
09.10 Ruben Petralli
24.10 Tazio Peschera
24.11 Giuseppe Genovese
20.03 Danilo Boffi

Stagioni passate
2008-2009
2009-2010
Interviste
SANDRO ENGEL, DIFENSORE VEDEGGIO CALCIO
Nato il 22.01.76
Domiciliato a Bosco Luganese
Dealer c/o sala cambi BSI

1. Sandro Engel difensore di navigata esperienza ormai da diversi anni al Vedeggio, quest’anno la società ha deciso di “ripartire” con un nuovo ciclo ingaggiando un nuovo allenatore e cambiando parecchi elementi della rosa. Un tuo giudizio su questa scelta e un giudizio anche sul nuovo allenatore e sui tuoi compagni di squadra.
Direi che si è trattato di un cambio obbligato. Abbiamo cambiato parecchi elementi in quanto un paio di giocatori hanno smesso l’attività agonistica e altri hanno deciso di cambiare squadra per motivi professionali o per tentare l’avventura in categorie superiori.
Disponiamo di un buon settore giovanile, pertanto trovo giusto puntare ad un ricambio naturale attingendo da esso. Sicuramente la scelta di Floriano è stata ponderata proprio per la sua attitudine a lavorare con i giovani che nei prossimi 2/3 anni saranno sempre di più. Siamo comunque una buona squadra, con un ambiente unico al mondo!! D’altra parte chi nel proprio team può vantarsi di avere un poeta, dei sindacalisti, degli attori e uno stilista?.

2. Sei figlio di un ex portiere e allenatore di livello nazionale ed internazionale (per i non informati Karl Engel), raccontaci un po’ come hai vissuto questo tuo “crescere” con un padre famoso e se lui ti abbia mai obbligato a seguire le sue orme. Insomma in generale un po’ il vostro “rapporto” sportivo.
Non saprei come raccontarla. Infatti ho la fortuna di avere il miglior padre del mondo. Poi chiaramente il calcio ha influenzato tantissimo la vita della nostra famiglia. Abbiamo cambiato una dozzina di casa prima che decidessi di rimanere a Lugano da solo a 18 anni (sempre per il calcio!). Non mi ha mai obbligato a seguire le sue orme, anzi. Però mi sono talmente innamorato di questo sport che mi sembrava una cosa naturale praticarlo.
Sportivamente il nostro rapporto é stato “molto educativo”. I valori che si imparano nella vita si trasmettono automaticamente sul campo, quindi non cambiava molto rispetto ai rapporti in casa. Gli aspetti negative erano che non mi lasciava mai uscire perché c’era la partita il giorno dopo!!!

3. Come tutti coloro che praticano calcio sicuramente da bambino sognavi di poter giocare a livelli professionistici. Ora a distanza di anni, hai dei rimpianti per non aver realizzato il tuo sogno? Pensi che magari facendo scelte diverse avresti potuto arrivare ai livelli sperati?
Sicuramente avrei potuto fare delle scelte diverse. Posso dire che nel momento più importante della mia carriera non ho avuto la fortuna necessaria. Ma sono anche convinto che la fortuna è una virtù dei forti. Pertanto posso tranquillamente dire che non ero abbastanza bravo per arrivare ai livelli sperati (o meglio, sognati).

4. Come giudichi il livello del calcio regionale attuale? Pensi sia migliorato rispetto a 10-15 anni fa?
Ho cominciato a giocare nel calcio regionale nel 2000. E sinceramente, a contrario di tanti altri, trovo il livello migliorato. Infatti in questi ultimi anni penso che l’intensità delle partite sia aumentato parecchio, visto che si fa anche molta più condizione fisica rispetto a 10 anni fa. Il rapporto tra ritmo e tecnica è proporzionale. Più è alto il primo più è difficile eseguire un gesto tecnico. Secondo me il ritmo è salito molto di più di quanto sia sceso il tasso tecnico.

5. Usciamo un po’ dall’argomento “calcio”, sei sposato e da non molto sei diventato anche papà. Ovviamente un grosso impegno in più nella tua vita. Riesci a far conciliare tutto quanto, lavoro, sport e famiglia?
Ogni tanto mi chiedo “chi me lo ha fatto fare”, sopratutto da quando è nata Amélie, ma proprio non riesco a stare lontano dai campi! Se salto un allenamento mi sento sempre in colpa. Credo sia proprio una questione di disciplina sportiva che mi è stata inculcata durante tutti gli anni trascorsi nel FCL. Però sono contento di essere cosi, anche perché il calcio mi serve proprio da valvola di sfogo dopo una giornata passata davanti agli schermi del PC.

6. Per concludere... Obiettivi sportivi per quest’anno e in ambito “privato” hai ancora sogni da realizzare?
Non ho sogni da realizzare perché ho veramente avuto la possibilità di fare un sacco di cose nella mia vita. Inoltre questi ultimi 3 anni sono stati i più belli in assoluto.
Obiettivi sportivi invece sono 3: il primo è quello di salvarci prima dell’ultimo minuto di campionato, anche se devo ammettere che è stato forse tra i momenti più intensi e indimenticabili da quando gioca a calcio! Il secondo è quello di smetterla di strapparmi perché sono stufo di vedere quella faccia grossa di Maragliano 4-5 mesi all’anno! La terza invece è quella di vincere la coppa cosi da poter sfruttare il premio (è ancora in palio vero Pres?) per l’uscita di fine stagione con tutta la squadra a Formenteraaaaaaaaaa!

Ringraziamo Sandro Engel per la gentile disponibilità per l’intervista.